martedì 31 agosto 2010

Gli arancioni d'Albione

Speciale "Figli di un gol minore" (2)

Il calcio a Blackpool si identifica in due cose: l’inedito colore arancione, adottato dal club nel 1923 su suggerimento dell’arbitro Albert Hargreaves, reduce dalla direzione di un Olanda-Belgio all’Oude Stadion di Amsterdam; e Stanley Matthews, leggenda del calcio inglese, primo vincitore del Pallone d’Oro nonché icona assoluta dei Seasiders, che devono a lui l’unico trofeo messo in bacheca. Accadde nel 1953, quando Matthews prese per mano gli oranje, sotto 3-1 contro il Bolton Wanderers, e li guidò verso uno pirotecnico 4-3.

Lo spettacolo dalle parti di Bloomfield Road non è mancato nemmeno nel corso della passata stagione, che ha visto il Blackpool proporre un aggressivo 4-3-3 che ha fruttato 74 reti in 46 partite, nonché il sesto posto nel Championship e il conseguente accesso ai play-off, poi vinti eliminando Nottingham Forest in semifinale e Cardiff in finale. Un eccellente risultato, se si considera che nel 2001 la società navigava in League Two, il quarto livello del calcio inglese, e che aveva trascorso gli ultimi due campionati a lottare con i denti per evitare la retrocessione dalla serie cadetta.

Poi è stato sufficiente l’arrivo in panchina di un tecnico con la carriera a rotoli, Ian Holloway (drammatica retrocessione in League One con il Leicester City nel 2008), ma dotato di quel pizzico di incoscienza tipica di chi ormai ha ben poco da perdere, per scrivere un’altra bella pagina nella storia del calcio inglese. “Con il budget a disposizione”, ha commentato Holloway, “non avremmo dovuto nemmeno scendere in campo, invece siamo in Premier League. Una situazione decisamente bizzarra”. Difficile dargli torto, quando si legge che c'erano in rosa giocatori titolari di uno stipendio pari a ben 7mila euro mensili.

Gestione finanziaria oculata non significa però che il club sia senza soldi. La famiglia Oyston, 105 milioni di euro di patrimonio secondo il Sunday Times, e il lettone Valeri Belokon hanno investito discrete somme di denaro negli ultimi anni, senza però mai cedere alla voglia di strafare. Seguendo questa filosofia la scorsa stagione è stato acquistato dai Rangers Glasgow, per meno di un milione di euro, il centrocampista scozzese Charlie Adam, in seguito inserito nella squadra dell’anno del Championship 2009. Con 16 reti realizzate, Adam ha rivestito un ruolo fondamentale nel ritorno dei Seasiders in Premier League dopo 29 anni. Il Blackpool è un fascinoso club che profuma di calcio antico (non vecchio, e la differenza è enorme) e di suggestioni vintage. Forse non è un caso che il tecnico Holloway abbia ordinato ai suoi giocatori, durante la preparazione estiva, di allenarsi a giocare a Subbuteo.

Fonte: Calcio 2000

1 commento:

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