Nessun posto è come casa. Lo sa bene Alexander Søderlund, ex enfant prodige del calcio norvegese (a 19 anni aveva già debuttato nell’under 21) che fino a un anno fa di prodigioso aveva solo il numero di maglie cambiate in carriera: 9 in 7 anni. Oggi ha esordito nella nazionale norvegese dopo una stagione e mezza tra i bomber della Tippeliga con la maglia dell’Haugesund, squadra della sua città natia.
(Articolo completo su Il mondo siamo noi).
martedì 29 maggio 2012
mercoledì 23 maggio 2012
Il pagellone della Eredivisie 2011/12
Con i play-off Europa League e promozione/retrocessione, domenica si è conclusa la stagione 2011/12 di Eredivisie. E’ quindi tempo di bilanci. Prima però, i verdetti definitivi: Ajax campione; Feyenoord ai preliminari di Champions; Psv Eindhoven, Az Alkmaar, Heerenveen, Vitesse e Twente (questi ultimi grazie al ranking fair-play UEFA); Excelsior e De Graafschap retrocessi, e sostituiti rispettivamente da Zwolle e Willem II.
10 – Ronald de Boer e Ronald Koeman. Difficile scegliere chi abbia compiuto l’impresa più grande. De Boer ha bissato il titolo nonostante infortuni, conflitti societari e rovesci in campo (su tutti il 4-6 contro l’Utrecht) che avrebbero fatto deragliare anche la squadra più esperta, chiudendo il campionato con 14 vittorie consecutive. Koeman invece ha preso una squadra di under 21 da centro classifica e l’ha piazzata al secondo posto contro tutti i pronostici, ricostruendosi la carriera dopo i flop di Valencia e Alkmaar.
9 – Bas Dost e Luciano Narsingh. Sono targati Heerenveen sia il capocannoniere (32 gol) che il miglior assist-man (20) della Eredivisie. Il primo ha le movenze, un po’ legnose, di Mario Gomez, ma fortunatamente anche un feeling con il gol molto simile. Il secondo sembra Elia ai tempi del Twente: la miglior ala della Eredivisie. C’è da augurarsi che sappia scegliere meglio le sue prossime squadre.
9 – Evander Sno. Come rendimento, il miglior giocatore della Eredivisie. Interno destro nella mediana a tre dell’RKC Waalwijk, è stato il perno di una squadra che, partita per salvarsi, ha sfiorato la qualificazione all’Europa League. Un giocatore pienamente ritrovato.
8 – Christian Eriksen e Jordi Clasie. Quando i giovani sanno usare la testa. Il danese, classe 92, dirige il gioco in casa Ajax come un novello Litmanen. Il Feyenoorder Clasie, classe 91, è la piccola versione oranje di Xavi. Meno pubblicizzato del collega, altrettanto talentuoso.
8 – Bomber. Tanti e per tutti i gusti, come vuole la tradizione della Eredivisie. Oltre al citato Dost, ecco il panzer svedese John Guidetti (Feyenoord, in prestito dal Manchester City), il versatile Luuk de Jong (Twente), il rapace d’area siriano Sanharib Malki (Roda), il fulmine ivoriano Wilfied Bony (Vitesse).
7 – Adam Maher. La scorsa stagione nelle giovanili dell’Az, quest’anno titolare in campionato e in Europa League, fino all’ingresso nella pre-selezione dell’Olanda per Euro 2012. Nel centrocampo a tre dell’Az ha giocato indifferentemente da trequartista, da interno e da mediano. Talento dell’anno.
7 – Jeroen Zoet. Miglior portiere del campionato, nonostante la porta da difendere fosse quella del neopromosso RKC Waalwijk. In prestito dal PSV Eindhoven, quando il club della Philips deciderà di salutare Isaksson non dovrà nemmeno fingere di cercare il sostituto.
6 – John van den Brom. Tecnico specialista dei play-off di Europa League, vinti lo scorso anno con l’ADO Den Haag e quest’anno con il Vitesse. Ma potrebbe cambiare aria ancora una volta.
6- Lasse Schøne. Numero 10 atipico capace di coniugare tecnica e sostanza, il danese è uno dei giocatori più sottovalutati del campionato. Ha dovuto svincolarsi a parametro zero dal NEC per trovare un ingaggio nell’Ajax (segnale in chiave mercato: partirà Eriksen?). Sfortunatissimo in nazionale: ha saltato per infortunio i Mondiali 2010, si è beccato il girone della morte a Euro 2012.
5 – Steve McClaren. Minestra riscaldata di casa Twente, illude tutti con uno spettacolare 6-2 in casa del PSV Eindhoven prima di chiudere con un mesto sesto posto, centrando l’Europa solo per il fair-play. E con una media-punti inferiore a quella del vituperato (dalla dirigenza) predecessore Co Adriaanse.
5- Rodney Sneijder. Illude con un gol e una prestazione sontuosa al debutto. Poi si spegne rapidamente, denotando un atteggiamento di sufficienza come nemmeno il fratello maggiore. Che però, con tutto il rispetto, non gioca nell’Utrecht.
4 – PSV Eindhoven. Regina del mercato in estate, ha fallito per il terzo anno consecutivo l’approdo in Champions League. Presi singolarmente, i vari Mertens, Toivonen, Strootman, Wijnaldum, Lens e Labyad non si possono discutere. La squadra però non c’è, e la vittoria della coppa d’Olanda è un palliativo che non accontenta nessuno.
3 – Play-off Europa League. Formula quantomeno da rivedere. All’ultima giornata l’Heerenveen affrontava il Feyenoord, consapevole che in caso di sconfitta si sarebbe qualificato direttamente all’Europa League. In caso di vittoria o pareggio invece i Frisoni sarebbero stati obbligati a disputare i play-off. Ovviamente hanno perso.
2 – Ajax. La mancata cessione di El Hamdaoui alla Fiorentina lo scorso gennaio è una ripicca degna dei bambini dell’asilo. Con la differenza che questi ultimi quantomeno sono in buona fede.
Fonte: Il mondo siamo noi
10 – Ronald de Boer e Ronald Koeman. Difficile scegliere chi abbia compiuto l’impresa più grande. De Boer ha bissato il titolo nonostante infortuni, conflitti societari e rovesci in campo (su tutti il 4-6 contro l’Utrecht) che avrebbero fatto deragliare anche la squadra più esperta, chiudendo il campionato con 14 vittorie consecutive. Koeman invece ha preso una squadra di under 21 da centro classifica e l’ha piazzata al secondo posto contro tutti i pronostici, ricostruendosi la carriera dopo i flop di Valencia e Alkmaar.
9 – Bas Dost e Luciano Narsingh. Sono targati Heerenveen sia il capocannoniere (32 gol) che il miglior assist-man (20) della Eredivisie. Il primo ha le movenze, un po’ legnose, di Mario Gomez, ma fortunatamente anche un feeling con il gol molto simile. Il secondo sembra Elia ai tempi del Twente: la miglior ala della Eredivisie. C’è da augurarsi che sappia scegliere meglio le sue prossime squadre.
9 – Evander Sno. Come rendimento, il miglior giocatore della Eredivisie. Interno destro nella mediana a tre dell’RKC Waalwijk, è stato il perno di una squadra che, partita per salvarsi, ha sfiorato la qualificazione all’Europa League. Un giocatore pienamente ritrovato.
8 – Christian Eriksen e Jordi Clasie. Quando i giovani sanno usare la testa. Il danese, classe 92, dirige il gioco in casa Ajax come un novello Litmanen. Il Feyenoorder Clasie, classe 91, è la piccola versione oranje di Xavi. Meno pubblicizzato del collega, altrettanto talentuoso.
8 – Bomber. Tanti e per tutti i gusti, come vuole la tradizione della Eredivisie. Oltre al citato Dost, ecco il panzer svedese John Guidetti (Feyenoord, in prestito dal Manchester City), il versatile Luuk de Jong (Twente), il rapace d’area siriano Sanharib Malki (Roda), il fulmine ivoriano Wilfied Bony (Vitesse).
7 – Adam Maher. La scorsa stagione nelle giovanili dell’Az, quest’anno titolare in campionato e in Europa League, fino all’ingresso nella pre-selezione dell’Olanda per Euro 2012. Nel centrocampo a tre dell’Az ha giocato indifferentemente da trequartista, da interno e da mediano. Talento dell’anno.
7 – Jeroen Zoet. Miglior portiere del campionato, nonostante la porta da difendere fosse quella del neopromosso RKC Waalwijk. In prestito dal PSV Eindhoven, quando il club della Philips deciderà di salutare Isaksson non dovrà nemmeno fingere di cercare il sostituto.
6 – John van den Brom. Tecnico specialista dei play-off di Europa League, vinti lo scorso anno con l’ADO Den Haag e quest’anno con il Vitesse. Ma potrebbe cambiare aria ancora una volta.
6- Lasse Schøne. Numero 10 atipico capace di coniugare tecnica e sostanza, il danese è uno dei giocatori più sottovalutati del campionato. Ha dovuto svincolarsi a parametro zero dal NEC per trovare un ingaggio nell’Ajax (segnale in chiave mercato: partirà Eriksen?). Sfortunatissimo in nazionale: ha saltato per infortunio i Mondiali 2010, si è beccato il girone della morte a Euro 2012.
5 – Steve McClaren. Minestra riscaldata di casa Twente, illude tutti con uno spettacolare 6-2 in casa del PSV Eindhoven prima di chiudere con un mesto sesto posto, centrando l’Europa solo per il fair-play. E con una media-punti inferiore a quella del vituperato (dalla dirigenza) predecessore Co Adriaanse.
5- Rodney Sneijder. Illude con un gol e una prestazione sontuosa al debutto. Poi si spegne rapidamente, denotando un atteggiamento di sufficienza come nemmeno il fratello maggiore. Che però, con tutto il rispetto, non gioca nell’Utrecht.
4 – PSV Eindhoven. Regina del mercato in estate, ha fallito per il terzo anno consecutivo l’approdo in Champions League. Presi singolarmente, i vari Mertens, Toivonen, Strootman, Wijnaldum, Lens e Labyad non si possono discutere. La squadra però non c’è, e la vittoria della coppa d’Olanda è un palliativo che non accontenta nessuno.
3 – Play-off Europa League. Formula quantomeno da rivedere. All’ultima giornata l’Heerenveen affrontava il Feyenoord, consapevole che in caso di sconfitta si sarebbe qualificato direttamente all’Europa League. In caso di vittoria o pareggio invece i Frisoni sarebbero stati obbligati a disputare i play-off. Ovviamente hanno perso.
2 – Ajax. La mancata cessione di El Hamdaoui alla Fiorentina lo scorso gennaio è una ripicca degna dei bambini dell’asilo. Con la differenza che questi ultimi quantomeno sono in buona fede.
Fonte: Il mondo siamo noi
lunedì 21 maggio 2012
Un business da miliardi di euro
Gli agenti dei calciatori navigano nell'oro. Per Mendes (procuratore di Cristiano Ronaldo) introiti da 369 milioni. L'italiano più famoso è Mino Raiola.
Il calcio odierno affoga nei debiti, ma nel mare dei bilanci in rosso c'è anche chi naviga comodamente a bordo di un lussuoso yacht: i procuratori. Il cui giro di affari si attesta attorno ai 400 milioni di euro annui, una cifra raddoppiata rispetto ai 200 stimati nel 2009 da un'indagine della Commissione Europea.
Questa volta i dati arrivano dalla Svizzera, e precisamente da Neuchatel, sede del Cies Football Observatory, che ha scandagliato il mercato dei trasferimenti dei 5 principali campionati europei: Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1. Per la prima volta sono stati messi nero su bianco i guadagni dei singoli procuratori e delle agenzie da loro gestite derivanti esclusivamente dalle commissioni sui trasferimenti (esclusi quindi rinnovi contrattuali e altri benefit). Ciò che emerge è un'industria che fattura non milioni, bensì miliardi di euro: 3,2 per essere precisi. A tanto ammontano i guadagni dei 20 procuratori re del mercato europeo.
Se nel ranking Uefa l'Italia scivola sempre più in basso, quando si passa dal calcio giocato agli affari non c'è Spagna o Germania che tenga. Solamente la Premier League, con i suoi 86.2 milioni di euro, supera la Serie A in quanto a commissioni pagate agli agenti. Per il resto, l'Italia supera la Spagna di 12 milioni e la Germania di 20. Quest'ultima non ha nemmeno un procuratore presente nella top 20 dei paperoni del mercato (il primo tedesco occupa il 29° posto), contro i 6 dell'Italia (prima anche nel numero di procuratori con licenza Fifa: 730), i 3 di Inghilterra e Francia, e i 2 di Stati Uniti e Olanda. Un dato che il Cies spiega con il forte investimento dei club di Bundesliga nei rispettivi vivai. Equazione semplice: maggiore è il prodotto interno, minore è l'esigenza di rivolgersi al mercato.
Il padrone del vapore dei procuratori batte bandiera portoghese: Jorge Mendes, avvocato. Con la sua Gestifute si avvicina ai 400 milioni di incassi in commissioni. È lui il capo dei capi al Real Madrid, potendo contare su un portafoglio comprendente Josè Mourinho, Cristiano Ronaldo, Pepe, Ricardo Carvalho e Angel Di Maria. La scorsa estate ha vestito di bianco, per 30 milioni, anche Fabio Coentrão. Di fronte a una tale concentrazione di potere, Jorge Valdano ha rassegnato le dimissioni da direttore sportivo. Mendes ha lavorato bene anche con l'altra squadra di Madrid, l'Atletico, curando il trasferimento del colombiano Radamel Falcao dal Porto per la cifra monstre di 40 milioni.
Alle spalle di Mendes c'è la multinazionale Wms (800 atleti di 20 discipline diverse) e l'argentino Hidalgo, che negli ultimi anni ha tolto la leadership del Sudamerica al brasiliano Juan Figer, oggi 86enne (Maradona, Socrates, Careca, e Gullit) ma ancora attivo con la Mjf. Poi arrivano gli italiani: Giuseppe Bozzo, Tullio Tinti e l'italo-olandese Mino Raiola. Quest'ultimo è ormai più famoso di tanti sui clienti: ex-pizzaiolo (curiose anche le origini dell'altro olandese in graduatoria, Rodger Lindse, che vendeva alberi di natale), sette lingue conosciute, network di amicizie pressoché illimitate. Vent'anni fa concludeva il suo primo affare: Bryan Roy dall'Ajax al Foggia. Oggi gestisce i mal di pancia di Ibrahimovic e Balotelli, offre consigli per gli acquisti agli allenatori amici (ad esempio Martin Jol, che una volta al Fulham si è portato a Londra Patim Kasami e Zdenek Grygera), e vede il podio distante "solo" 15 milioni.
A livello di club invece il maggior foraggiatore di procuratori al mondo risulta essere il Manchester City, che nel triennio 2009-2011 ha speso in commissioni 34.5 milioni di euro. Ma è riuscito a vincere la FA Cup e il titolo della Premier League, che ai «citizens» mancava da 44 anni.
Fonte: Il Giornale
Il calcio odierno affoga nei debiti, ma nel mare dei bilanci in rosso c'è anche chi naviga comodamente a bordo di un lussuoso yacht: i procuratori. Il cui giro di affari si attesta attorno ai 400 milioni di euro annui, una cifra raddoppiata rispetto ai 200 stimati nel 2009 da un'indagine della Commissione Europea.
Questa volta i dati arrivano dalla Svizzera, e precisamente da Neuchatel, sede del Cies Football Observatory, che ha scandagliato il mercato dei trasferimenti dei 5 principali campionati europei: Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1. Per la prima volta sono stati messi nero su bianco i guadagni dei singoli procuratori e delle agenzie da loro gestite derivanti esclusivamente dalle commissioni sui trasferimenti (esclusi quindi rinnovi contrattuali e altri benefit). Ciò che emerge è un'industria che fattura non milioni, bensì miliardi di euro: 3,2 per essere precisi. A tanto ammontano i guadagni dei 20 procuratori re del mercato europeo.
Se nel ranking Uefa l'Italia scivola sempre più in basso, quando si passa dal calcio giocato agli affari non c'è Spagna o Germania che tenga. Solamente la Premier League, con i suoi 86.2 milioni di euro, supera la Serie A in quanto a commissioni pagate agli agenti. Per il resto, l'Italia supera la Spagna di 12 milioni e la Germania di 20. Quest'ultima non ha nemmeno un procuratore presente nella top 20 dei paperoni del mercato (il primo tedesco occupa il 29° posto), contro i 6 dell'Italia (prima anche nel numero di procuratori con licenza Fifa: 730), i 3 di Inghilterra e Francia, e i 2 di Stati Uniti e Olanda. Un dato che il Cies spiega con il forte investimento dei club di Bundesliga nei rispettivi vivai. Equazione semplice: maggiore è il prodotto interno, minore è l'esigenza di rivolgersi al mercato.
Il padrone del vapore dei procuratori batte bandiera portoghese: Jorge Mendes, avvocato. Con la sua Gestifute si avvicina ai 400 milioni di incassi in commissioni. È lui il capo dei capi al Real Madrid, potendo contare su un portafoglio comprendente Josè Mourinho, Cristiano Ronaldo, Pepe, Ricardo Carvalho e Angel Di Maria. La scorsa estate ha vestito di bianco, per 30 milioni, anche Fabio Coentrão. Di fronte a una tale concentrazione di potere, Jorge Valdano ha rassegnato le dimissioni da direttore sportivo. Mendes ha lavorato bene anche con l'altra squadra di Madrid, l'Atletico, curando il trasferimento del colombiano Radamel Falcao dal Porto per la cifra monstre di 40 milioni.
Alle spalle di Mendes c'è la multinazionale Wms (800 atleti di 20 discipline diverse) e l'argentino Hidalgo, che negli ultimi anni ha tolto la leadership del Sudamerica al brasiliano Juan Figer, oggi 86enne (Maradona, Socrates, Careca, e Gullit) ma ancora attivo con la Mjf. Poi arrivano gli italiani: Giuseppe Bozzo, Tullio Tinti e l'italo-olandese Mino Raiola. Quest'ultimo è ormai più famoso di tanti sui clienti: ex-pizzaiolo (curiose anche le origini dell'altro olandese in graduatoria, Rodger Lindse, che vendeva alberi di natale), sette lingue conosciute, network di amicizie pressoché illimitate. Vent'anni fa concludeva il suo primo affare: Bryan Roy dall'Ajax al Foggia. Oggi gestisce i mal di pancia di Ibrahimovic e Balotelli, offre consigli per gli acquisti agli allenatori amici (ad esempio Martin Jol, che una volta al Fulham si è portato a Londra Patim Kasami e Zdenek Grygera), e vede il podio distante "solo" 15 milioni.
A livello di club invece il maggior foraggiatore di procuratori al mondo risulta essere il Manchester City, che nel triennio 2009-2011 ha speso in commissioni 34.5 milioni di euro. Ma è riuscito a vincere la FA Cup e il titolo della Premier League, che ai «citizens» mancava da 44 anni.
Fonte: Il Giornale
martedì 15 maggio 2012
Ten Facts Behind Ajax’s Eredivisie-winning Season
Ajax have recorded yet another Dutch title success this season, keeping hold of their Eredivisie crown in impressive fashion. And there are some impressive facts and figures behind Frank de Boer and co. Inside Futbol present ten of the best on the Dutch champions:
1: Ajax ended their 2011/12 campaign with 14 straight wins. This impressive run fired the Amsterdam outfit from sixth place to win their 21st national title, overtaking Feyenoord, Heerenveen, FC Twente, PSV Eindhoven and AZ Alkmaar along the way. After a 2-0 win in Breda against NAC on 11th February, Ajax beat NEC Nijmegen (4-1), Excelsior (4-1), Roda JC (4-1), RKC Waalwijk (3-0), ADO Den Haag (2-0), PSV Eindhoven (2-0), Heracles (6-0), Heerenveen (5-0), De Graafschap (3-1), Groningen (2-0), Twente (2-1), VVV-Venlo (2-0) and Vitesse (3-1). In the club’s entire history, only two coaches have done better than Frank de Boer: Louis van Gaal in 1995 with 19 consecutive victories and Stefan Kovacs (twice), in the 1971/72 season (19) and the 1972/73 season (17). De Boer can now take his streak into the next campaign.
2: Despite being a tender 20 years of age, Christian Eriksen is Ajax’s most essential player. For the second year in a row the Denmark international has been the club’s assist king, creating 15 goals. Next best are Theo Janssen and Siem de Jong, with seven each. In 2011, Eriksen had nine assists to his name. The midfield maestro could well have played his last game for Ajax though, with the Dutch champions having signed another number 10, NEC Nijmegen’s Lasse
Schone.
3: Ajax’s defence has been transformed from their Achilles heel to their strongest point within the season. At the start of the campaign, De Boer’s men only recorded their first clean sheet on 29th October after a 4-0 win over Roda JC. At the time, Ajax had conceded 20 goals in 12 games. Things changed completely in the second half of the campaign however, as in the club’s last ten matches, only three goals were let in, with central defenders Jan Vertonghen and Toby Alderwiereld, right back Gregory van der Wiel and defensive midfielder/left back Vurnon Anita, amongst the Eredivisie’s best performers.
4: Pay Less, Pay All, was a slogan thrown around by US President Barack Obama about paying tax. Ajax could easily change this to Score Less, Score All. As in 2011, the club’s top scorer could not manage more than 13 goals. One year ago it was Moroccan striker Mounir El Hamadoui, while this season the chief goal-getter was Siem de Jong, a man pushed up by De Boer after striker Kolbeinn Sigthorsson picked up an injury. Apart from the goalkeepers, in the 2011/12 campaign, almost everybody at Ajax scored at some point, with 18 players finding the back of the net.
5: Ajax striker Dmitriy Bulykin is the most efficient goalscorer in the Eredivisie, thanks to nine goals scored in only 633 minutes, making an average of one strike per 70 minutes of play. Four other Ajax players are also notable: Kolbeinn Sigthorsson (second with seven goals in 638 minutes – average 91 minutes), Lorenzo Ebecilio (14th with six in 936 – average 156 minutes), Miralem Sulejmani (15th with eleven in 1725 – average 157 minutes) and Derk Boerrigter (20th with seven in 1254 – average 179 minutes).
6: Jan Vertonghen was once again a key man in Ajax’s success. The Belgian defender, who is ready to fly the Amsterdam nest for a bigger league, is undoubtedly much better at playing football than lifting trophies though. For the second time in a row, Vertonghen came close to damaging the Eredivisie trophy, the Schaal. Last season the Belgian, along with former team-mate Maarten Stekelenburg, let it slip when on the club’s bus during Ajax’s celebration tour. And the same happened again this year, during an interview with TV channel AT5, with it slipping from his grasp. “Me and the Schaal are not made for each other,” joked Vertonghen after the trophy hit his toe.
7: Utrecht were Ajax’s bogey side throughout the season. The Dome-city club inflicted two painful defeats on De Boer’s men. First Utrecht won 6-4 at the Stadion Galgenwaar (it was the first time since 1964 that Ajax had not won a game despite scoring four goals) and the Amsterdam outfit slipped to fifth, eleven points off table toppers AZ Alkmaar. Utrecht also won 2-0 at the Amsterdam ArenA, leaving Ajax languishing in sixth, with just 14 games left.
8: In Mounir El Hamdaoui, Ajax had the Eredivisie’s highest paid player in 2011. However, the striker has not played a game since 24th April of that year, due to his troubled relationship with coach De Boer. “He will never play for Ajax again while I am head coach”, De Boer was reported to have said in the Ajax dressing room after a bust-up with the player more than a year ago. The former Barcelona defender has not changed his mind, leaving the Moroccan, who was top scorer in the 2009 Eredivisie at AZ Alkmaar, playing with the youth team for the entire season.
9: Former international Jaap Stam celebrated two titles in less than a month. The first came as Zwolle’s assistant coach, as that side won the Eerste Divisie, winning direct promotion to the Eredivisie, while Stam then joined the feast at Ajax, where he works as a coach with the club’s youth team.
10: One of the most bizarre blood relationships between two players is that concerning Ajax left winger Lorenzo Ebecilio and Excelsior attacking midfielder Roland Alberg. The two are, respectively, nephew and uncle, as Ebecilio’s mother is Alberg’s sister. Last March, Ebecilio, who is 20 years old, and Alberg (21), played together for Holland’s Under-21 side against Denmark. The two players consider themselves brothers, especially after in 2005, Alberg, with the help of a dentist, resuscitated Ebecilio after a heart-attack. Lorenzo Ebecilio also has a brother and two cousins who play football: Kyle Ebecilio (Arsenal), Jeffrey Bruma (Hamburg, on loan from Chelsea) and Marciano Bruma (Rijnsburgse Boys).
Fonte: Inside Futbol
1: Ajax ended their 2011/12 campaign with 14 straight wins. This impressive run fired the Amsterdam outfit from sixth place to win their 21st national title, overtaking Feyenoord, Heerenveen, FC Twente, PSV Eindhoven and AZ Alkmaar along the way. After a 2-0 win in Breda against NAC on 11th February, Ajax beat NEC Nijmegen (4-1), Excelsior (4-1), Roda JC (4-1), RKC Waalwijk (3-0), ADO Den Haag (2-0), PSV Eindhoven (2-0), Heracles (6-0), Heerenveen (5-0), De Graafschap (3-1), Groningen (2-0), Twente (2-1), VVV-Venlo (2-0) and Vitesse (3-1). In the club’s entire history, only two coaches have done better than Frank de Boer: Louis van Gaal in 1995 with 19 consecutive victories and Stefan Kovacs (twice), in the 1971/72 season (19) and the 1972/73 season (17). De Boer can now take his streak into the next campaign.
2: Despite being a tender 20 years of age, Christian Eriksen is Ajax’s most essential player. For the second year in a row the Denmark international has been the club’s assist king, creating 15 goals. Next best are Theo Janssen and Siem de Jong, with seven each. In 2011, Eriksen had nine assists to his name. The midfield maestro could well have played his last game for Ajax though, with the Dutch champions having signed another number 10, NEC Nijmegen’s Lasse
Schone.
3: Ajax’s defence has been transformed from their Achilles heel to their strongest point within the season. At the start of the campaign, De Boer’s men only recorded their first clean sheet on 29th October after a 4-0 win over Roda JC. At the time, Ajax had conceded 20 goals in 12 games. Things changed completely in the second half of the campaign however, as in the club’s last ten matches, only three goals were let in, with central defenders Jan Vertonghen and Toby Alderwiereld, right back Gregory van der Wiel and defensive midfielder/left back Vurnon Anita, amongst the Eredivisie’s best performers.
4: Pay Less, Pay All, was a slogan thrown around by US President Barack Obama about paying tax. Ajax could easily change this to Score Less, Score All. As in 2011, the club’s top scorer could not manage more than 13 goals. One year ago it was Moroccan striker Mounir El Hamadoui, while this season the chief goal-getter was Siem de Jong, a man pushed up by De Boer after striker Kolbeinn Sigthorsson picked up an injury. Apart from the goalkeepers, in the 2011/12 campaign, almost everybody at Ajax scored at some point, with 18 players finding the back of the net.
5: Ajax striker Dmitriy Bulykin is the most efficient goalscorer in the Eredivisie, thanks to nine goals scored in only 633 minutes, making an average of one strike per 70 minutes of play. Four other Ajax players are also notable: Kolbeinn Sigthorsson (second with seven goals in 638 minutes – average 91 minutes), Lorenzo Ebecilio (14th with six in 936 – average 156 minutes), Miralem Sulejmani (15th with eleven in 1725 – average 157 minutes) and Derk Boerrigter (20th with seven in 1254 – average 179 minutes).
6: Jan Vertonghen was once again a key man in Ajax’s success. The Belgian defender, who is ready to fly the Amsterdam nest for a bigger league, is undoubtedly much better at playing football than lifting trophies though. For the second time in a row, Vertonghen came close to damaging the Eredivisie trophy, the Schaal. Last season the Belgian, along with former team-mate Maarten Stekelenburg, let it slip when on the club’s bus during Ajax’s celebration tour. And the same happened again this year, during an interview with TV channel AT5, with it slipping from his grasp. “Me and the Schaal are not made for each other,” joked Vertonghen after the trophy hit his toe.
7: Utrecht were Ajax’s bogey side throughout the season. The Dome-city club inflicted two painful defeats on De Boer’s men. First Utrecht won 6-4 at the Stadion Galgenwaar (it was the first time since 1964 that Ajax had not won a game despite scoring four goals) and the Amsterdam outfit slipped to fifth, eleven points off table toppers AZ Alkmaar. Utrecht also won 2-0 at the Amsterdam ArenA, leaving Ajax languishing in sixth, with just 14 games left.
8: In Mounir El Hamdaoui, Ajax had the Eredivisie’s highest paid player in 2011. However, the striker has not played a game since 24th April of that year, due to his troubled relationship with coach De Boer. “He will never play for Ajax again while I am head coach”, De Boer was reported to have said in the Ajax dressing room after a bust-up with the player more than a year ago. The former Barcelona defender has not changed his mind, leaving the Moroccan, who was top scorer in the 2009 Eredivisie at AZ Alkmaar, playing with the youth team for the entire season.
9: Former international Jaap Stam celebrated two titles in less than a month. The first came as Zwolle’s assistant coach, as that side won the Eerste Divisie, winning direct promotion to the Eredivisie, while Stam then joined the feast at Ajax, where he works as a coach with the club’s youth team.
10: One of the most bizarre blood relationships between two players is that concerning Ajax left winger Lorenzo Ebecilio and Excelsior attacking midfielder Roland Alberg. The two are, respectively, nephew and uncle, as Ebecilio’s mother is Alberg’s sister. Last March, Ebecilio, who is 20 years old, and Alberg (21), played together for Holland’s Under-21 side against Denmark. The two players consider themselves brothers, especially after in 2005, Alberg, with the help of a dentist, resuscitated Ebecilio after a heart-attack. Lorenzo Ebecilio also has a brother and two cousins who play football: Kyle Ebecilio (Arsenal), Jeffrey Bruma (Hamburg, on loan from Chelsea) and Marciano Bruma (Rijnsburgse Boys).
Fonte: Inside Futbol
lunedì 14 maggio 2012
Anderlecht, vittoria Standard
Ciò che il mercato toglie, talvolta restituisce. Lo sa bene l’Anderlecht, indebolito a inizio stagione dalle partenze di Mbark Boussoufa (Anzhi) e Romelu Lukaku (Chelsea), ma che domenica ha festeggiato la conquista del titolo nazionale numero 31 grazie all’1-1 casalingo contro il Club Brugge, che rende i bianco-malva irraggiungibili a due giornate dal termine dei play-off. Un successo nel quale hanno giocato un ruolo chiave due giocatori arrivati in estate proprio per sostituire le citate stelle di cui sopra: Dieumerci Mbokani e Milan Jovanovic. Attaccante il primo, esterno/ala il secondo, entrambi accomunati da un passato vincente tra le fila dello Standard Liegi, acerrimo rivale dell’Anderlecht, nonché reduci da deludenti esperienze all’estero – Liverpool per il serbo, Monaco e Wolfsburg per il congolese. I nemici di ieri sono diventati gli idoli di oggi. Un pò come Pirlo per gli juventini.
L’Anderlecht ha dominato la regular season belga ma ha rischiato di impantanarsi nei play-off, come già accaduto lo scorso anno, quando venne superato da Genk e Standard. Ci ha pensato proprio la coppia Mbokani-Jovanovic a togliere le castagne dal fuoco. Il primo realizzando 4 reti in 7 partite – tra cui quella che ha permesso ai bianco-malva di espugnare il campo del Brugge secondo in classifica (“Con Mbokani il titolo lo avremmo vinto noi”, ha commentato ilt ecnico dei fiamminghi Cristophe Daum). Il secondo con tre assist nel 4-0 in casa del Genk, la squadra più in forma dei play-off. Eppure il duo non aveva iniziato la stagione nel migliore dei modi; Mbokani aveva rimediato un colpo al ginocchio al primo allenamento, mentre Jovanovic si era distinto per un’esultanza che mimava una mitragliata nei confronti dei tifosi del Club Brugge (rei di avergli gridato “Kosovo, Kosovo” per tutta la partita) che gli era costata una pesante sanzione disciplinare. Ma quando i due sono scesi in campo per la prima volta assieme, alla decima giornata, la scintilla è scattata subito: un gol a testa nel 5-0 alla loro ex squadra, lo Standard Liegi.
E’ stato proprio il club vallone a fare le fortune dei due giocatori, entrambi protagonisti nei due titoli consecutivi vinti nel 2008 e nel 2009. Jovanovic è stato nominato giocatore dell’anno nel 2008 e miglior giocatore del campionato nel 2009. Mbokani per contro è stato capocannoniere dello Standard nell’anno del primo titolo e uomo-scudetto in occasione del secondo, vinto dopo uno spareggio proprio contro l’Anderlecht grazie anche a un suo gol. Curiosamente il congolese era stato ceduto ai Rouches dal club di Bruxelles, nel quale faticava a trovare a spazio.
Mbokani è stato inserito nella top 5 dei candidati al titolo di miglior giocatore del campionato. Se la vedrà con Kevin De Bruyne (Genk), Vadis Odidja Ofoe (Club Brugge), Jeremy Perbet (Mons), nonché con il compagno di squadra Matias Suarez. Il fantasista argentino è stato l’uomo in più dell’Anderlecht nella prima parte della stagione, con numeri di alta classe (vedi la rete al Lokeren dove ha superato in dribbling 4 avversari) e gol a raffica (7 anche in Europa League). Poi il calo, complice anche qualche problema fisico. Le sirene d’Europa però non hanno smesso di suonare, per lui come per tutte le stelle dell’Anderlecht, dal mediano argentino Lucas Biglia al centrocampista-bomber Guillame Gillet (capocannoniere stagionale del club con 19 gol), fino agli stessi Mbokani e Jovanovic. Costringendo l’Anderlecht a tentare nuovamente di farsi restituire ciò che il mercato gli toglierà.
Fonte: La Gazzetta dello Sport - Extra Time
domenica 13 maggio 2012
Ajax campione d'Olanda 2011-12
Dopo sette anni di carestia, è nuovamente tempo di abbondanza in casa Ajax, che ha festeggiato il secondo titolo consecutivo, il 31esimo nella storia del club, con un turno di anticipo. L’ininfluente partita di domenica contro il Vitesse è pertanto servita solo per le statistiche. Una in particolare è importante: ad Arnhem Frank de Boer ha centrato la 14esima vittoria consecutiva in Eredivisie. Solo Stefan Kovacs nel 71-72 e Louis van Gaal nel 1995 hanno saputo fare di meglio, con 19 successi in serie. Numeri a parte, De Boer può essere considerato l’autentico artefice dello scudetto ajacide. Infortuni a raffica, caos societario, assenza di una prima punta di peso: nessun ostacolo è riuscito a fermare il suo Ajax.
Più volte nel corso della stagione gli ajacidi sono stati dati per spacciati. Lo scorso novembre, dopo un clamoroso 6-4 rimediato in casa dell’Utrecht, erano scivolati a -11 dall’Az capolista. Tra gennaio e febbraio due rovesci consecutivi, 4-2 contro il Feyenoord e 0-2 casalingo contro la bestia nera Utrecht (città separata da Amsterdam da una storica rivalità), collocavano l’Ajax al sesto posto, ovvero fuori anche dalla qualificazione diretta all’Europa League. Ma proprio quando i media cominciavano a parlare senza mezzi termini di fallimento, ecco il filotto di vittorie consecutive e il super-recupero. Merito di un Christian Eriksen sempre più leader (15 assist e 7 reti, giocatore più efficace della squadra); di un Siem de Jong perfettamente calato in un ruolo, quello di prima punta, non suo; di un Vurnon Anita capace di riscoprirsi jolly a tutto campo (terzino, mediano, ala). Senza dimenticare la difesa, passata da tallone d’Achille (prima partita senza subire reti solo il 29 ottobre, 11esima di campionato) a punto di forza (3 reti subite negli ultimi 10 incontri) della squadra. E per il secondo anno consecutivo i centrali Jan Vertonghen e Toby Alderwiereld, assieme al terzino destro Gregory van der Wiel, sono schizzati ai vertici della classifica di rendimento.
La sfida più dura però De Boer ha dovuto vincerla contro un nemico tutto interno, ovvero la faida societaria scoppiata tra Johan Cruijff e Louis van Gaal. Entrambi punti di riferimento dell’ex nazionale oranje, che infatti è stato tra i pochi a non schierarsi apertamente a favore di uno dei due contendenti. “Perché sarebbe come scegliere se vuoi più bene a tuo figlio oppure a tua figlia”, ha confidato De Boer a un amico. Alla fine, dopo aver spostato la battaglia sul piano legale, ha vinto Cruijff, che adesso può godersi l’imminente nomina di un nuovo board composto da personaggi di suo gradimento. E vissero (quasi) tutti felici e contenti.
Fonte: La Gazzetta dello Sport - Extra Time
sabato 12 maggio 2012
Courtois le indovina tutte
19 anni, e già una finale europea giocata da titolare messa a curriculum. Una finale oltretutto vinta. Il portiere belga dell’Atletico Madrid Thibaut Courtois non è certo un giocatore che dorme sugli allori. Ma, cosa ancora più importante, sa prendere le decisioni giuste.
(Articolo completo su Il mondo siamo noi).
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